In una commedia cult del 1993 (Groundhog Day tradotto dai titolisti italiani in Ricomincio da capo) Bill Murray era costretto a rivivere ogni giorno la stessa routine. La sveglia alle 6.00, la radio che trasmette sempre la stessa canzone, gli stessi eventi che si ripetono stancamente sempre uguali a se stessi nel Giorno della Marmotta, ovvero quel giorno che tradizionalmente presagisce la fine o meno dell’inverno.
E’ quello che sta succedendo al tifoso romanista dalla fine del campionato. Ogni mattina la radio e i giornali annunciano le stesse trattative, tutte perpetuamente in dirittura d’arrivo, sia per quanto riguarda gli acquisti (“manca solo la firma”) che per le cessioni (“lo vogliono solo in prestito”) mentre i siti degli esperti di calciomercato la sera scrivono si sono fatti passi avanti”. Il giorno dopo si ricomincia. Da capo.
Così ogni giorno ad aspettare l’arrivo di Dzeko, di Salah, e di un qualsiasi terzino sinistro così come l’addio di Destro e Doumbia. Non si capisce più chi blocca chi con la spiacevole conseguenza di veder passare i giorni, e con questi le prime scelte di un mercato di nuovo ricco, per altri, di nomi e opportunità.
La speranza è che l’incantesimo si rompa presto e che Sabatini riesca a consegnare in tempo a Garcia gli elementi necessari a competere finalmente per il titolo. Mancano poco più di tre settimane all’inizio di un campionato che si preannuncia ben più equilibrato degli ultimi, e solo una in più al big match contro la Juventus.
Ah, il giorno della marmotta si celebra il 2 febbraio. Stesso giorno della Candelora quindi, ma anche lo stesso giorno in cui sbarcarono a Roma in fretta e furia Spolli e Ibarbo…
Andrea
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