Genoa Roma 2-3: Le pagelle

Posted on mag 3 2016 - 11:01am by Valerio

Genoa-Roma_2-3-Strootman

SZCZESNY 7

Visto che i portieri che contano si vedono nelle occasioni decisive, lui si guadagna la pagnotta con un’intervento a tre dalla fine su Capel. Negli altri novanta, incolpevole sui gol e preciso sul resto.

MAICON 5

Per i prossimi trent’anni faremo a gara per inserirlo nel dream team di tutti i tempi. Il presente è però ben più prosaico. Mentre passeggia pigro per il campo, perdendosi chiunque gli sfrecci al fianco, l’unico pensiero è che il buon Maicon non è più un calciatore. Onorati di averti conosciuto, rassicurati di doverti salutare.

MANOLAS 6

Serata più complicata del solito, conferma ulteriore che Pavoletti è centravanti vero. Col passare dei minuti prende le misure, sentenziando gli avversari con un paio di anticipi dei suoi.

RUDIGER 5

Particolarmente disordinato fin dai primi secondi, resta coerentemente soprapensiero per il resto della partita fino a farsi fuminare da Pavoletti sul gol del vantaggio genoano. Spostato sulla destra a sostiuire il fantasma di Maicon, si intestardisce a sparare palloni tra le braccia del portiere avversario.

DIGNE 6

Ogni tre palloni giocati dal francese, Spalletti perde una tonsilla. A volte dà la sensazione di stare a pensare a tutt’altro, di giocare con una leggerezza accettabile in ben altri campionati. Ed è un peccato perché poi quando alza la concentrazione si trasforma in uno dei più costanti laterali sinistri della Serie A.

DE ROSSI 5

Ogni volta che Strootman passa accanto a lui ci viene il dubbio su chi sia dei due col ginocchio incerottato. Lento, macchinoso, falloso: Daniele De Rossi è ufficialmente un problema.

STROOTMAN 6,5

Finalmente una serata di corsa, contrasti, botte, cambi di ritmo e di direzione, palloni strappati e verticalizzazione improvvise, il tutto vorticante intorno a una sola domanda: la Lavatrice è ancora lui? Sì, ragazzi, è ancora lui. E alla prima imbruttita alzi la mano chi non si è commosso.

NAINGGOLAN 7,5

Il migliore tra i comuni mortali della Roma. Primo tempo a fare più la punta che il trequartista, creando continui problemi al Genoa, recuperando palloni e inserendosi in ogni spicchio di campo immaginabile. Nella ripresa, chiamato ad arretrare si mette come nulla fosse a fare legna. Se qualcuno avesse dei dubbi: Radja è il cuore di questa squadra, venderlo più che un’operazione di mercato somiglierebbe a un tentato omicidio.

PEROTTI 6

Tornato da avversario nella sua Genova, sembra soffrire il lato emotivo della serata. In una prestazione meno brillante del solito, trova comunque il modo di regalare a Salah l’assist del primo gol al termine di un’azione tipicamente spallettiana e obiettivamente bellissima.

SALAH 6,5

Nei primi venti minuti sembra Messi con la cattiveria di Ronaldo. Poi, col passare dei minuti, torna a essere il solito Salah: spunti da fenomeno, pause da cinquantenne, ingenuità da adolescente.

EL SHAARAWY 6,5

Dopo una prima mezz’ora scintillante in cui regala tutto il repertorio – velocità, classe ed errori sotto porta – nel secondo tempo cala nettamente, tanto da sorprenderci il non cambio di Spalletti. Che invece lo lascia in campo e viene ripagato col gol vittoria, l’ennesimo di un Faraone che veleggia a suon di gol verso la sospirata maturità.

TOTTI 10

Grazie.

DZEKO 6

Buttato nella mischia nel momento più difficile, sbaglia come sempre i pochi palloni che tocca. Finché la sua inutilità si dissolve di colpo, quando si smarca in area e invece di spararla sui cartelloni decide di buttarla verso Salah. Troppo corta, ma buon per lui, per noi e per tutti che il Faraone passi di là.

ZUKANOVIC S.V.

Senza voto. Grazie a Dio.

SPALLETTI 6,5

Squadra che si muove a memoria, centrocampisti e laterali che si inseriscono senza sosta, pressing alto: la Roma che attacca è uno spettacolo. Il problema è la Roma che difende, spesso squilibrata e fuori misura anche nei momenti in cui sembrerebbe logico gestire. Insomma, una partita perfettamente spallettiana, con i tanti pro e i pochi contro del caso. Quanto al resto, stavolta ha il buon senso di non mettersi a fare il fenomeno regalando al più forte calciatore che mai gli capiterà di allenare qualcosa di più dei soliti sette minuti.

 

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Quando gioca la Roma, il mondo si ferma. Quando riparte, per sopravvivere scrivo sceneggiature.
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