Marotta non vede la Roma favorita

Posted on ago 8 2015 - 7:19am by Redazione

Appena ne ha avuto occasione, il direttore generale della Juventus Beppe Marotta si è “vendicato” di Nainggolan. Il romanista aveva detto che vincere uno scudetto a Roma vale come cinque scudetti in bianconero, ora il dirigente juventino dice che Milan e Inter sono più forti della Roma. Fa tutto parte del gioco. E poi ognuno può vederla a modo suo..

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«Non è che Pogba ha il 10 perché è difficile trovare un top player. L’ha chiesto lui, memore dei big della Juve quand’era bambino. E noi abbiamo pensato: sì, impersona il fascino della maglia».

Marotta, ma il 10 a Pogba segna un cambio di mercato?

«Un top player può avere maglie diverse, il calcio ha aggiornato il concetto di 10. Ci manca un centrocampista che copra più ruoli: scelta non ampia, pochi sono da Juve. Abbiamo tre settimane e la Supercoppa ci darà le prime risposte».

Quindi il 4-3-1-2 di Allegri potrebbe diventare altro…

«Allegri è un allenatore moderno e duttile: in caso, adeguerà la tattica alle caratteristiche del nuovo arrivato».

Buffon e Allegri sono prudenti: pretattica o realismo?

«Siamo ottimisti ma abbiamo cambiato tre giocatori. Va colmato il gap con nuove motivazioni. Ci siamo ringiovaniti anticipando i tempi: un ciclo stava finendo. Dybala, Zaza, Rugani, Sturaro, Pereyra fanno sperare: se arrivano risultati, saremo stati lungimiranti».

Andati però tre punti fermi.

«Decisioni personali. Scelta di vita per Tevez, occasione unica per Pirlo. Anche Vidal: stava bene da noi, ma poteva fare una nuova esperienza con 4 anni di contratto».

Sorpreso dalle spese delle rivali, specie Milan e Inter?

«Sì, soprattutto in un momento così particolare. Investire è sempre un bene, e poi decide il campo. Però Milan e Inter, viste le spese, sono favorite per lo scudetto. Anche perché, se attrezzate, hanno una superiore cultura della vittoria rispetto ad altre rivali».

E la Juve?

«Andrea Agnelli ha creato un modello: il club consolida il patrimonio e vince rispettando i conti».

Questo aumenta la pressione?

«Tutti vogliono battere la Juve, siamo abituati. Ora, come dice Allegri, si riparte da zero». Lei e Allegri usate le stesse frasi. Pensando all’addio di Conte… «C’è sintonia totale con lui e con la società. La situazione di Conte s’è svolta rapidamente, ma da tempo c’erano segnali».

Contento del mercato Juve, considerati i movimenti delle altre?

«Il mercato non è la ragione principale del successo, ma siamo contenti. A Dzeko abbiamo pensato anni fa, Salah non è mai stato un obiettivo. Io e Allegri pensiamo che la Juve sia forte: manca solo il centrocampista. Ma niente nomi».

Gundogan e Vazquez?

«Gundogan ha spessore internazionale. Vazquez dimostri qualcosa: finora ha giocato in provincia». Il vostro bilancio dovrebbe consentire investimenti importanti. «Non siamo tra quelli che si permettono acquisti da 70 milioni. Ma dico con orgoglio che abbiamo rifiutato offerte da 80 per Pogba. Vendiamo solo chi vuole andare».

Teme una sconfitta a Shanghai?

«Il timore è segno di attenzione, il precampionato non conta molto, la Supercoppa è importante ma non segna una tendenza: è gara secca, con tante variabili».

In Champions non si può fallire.

«Non superare i gruppi sarebbe una bocciatura».

I rapporti con Lotito?

«Invariati e normali…».

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