Inter, Fiorentina, Napoli, Juventus.
Le grandi vincono tutte, ognuna a modo suo. L’Inter con un tiro in porta ad Empoli (ed è un merito, un marchio di fabbrica, sia chiaro..), la Fiorentina senza mai soffrire a Palermo, il Napoli in casa contro il Torino, la Juventus passeggiando sull’Hellas.
Parlo di “grandi” provocatoriamente. Perché la Roma non lo è. E infatti abbiamo dovuto assistere ai due ennesimi punti lasciati per strada dalla squadra giallorossa. Ieri è stata la volta del Chievo costringere al pari Gervinho e compagni.
Una Roma sprecona e fragile, direi anzi che la vera sorpresa è essere stati in vantaggio di due gol prima anziché essere rimontati poi. Spaventa la mediocrità di questa stagione. Anzi, è ormai un anno solare che stiamo vivacchiando. Si attendeva una scossa prima di Natale. La scossa, sotto forma di allenatore nuovo, non c’è stata. Le responsabilità del letargo di questa squadra vanno ricercate nell’immobilismo societario. Con l’aggravante che quest’anno il rischio di rimanere fuori dalle prime tre è concreto.
Tanti proclami, ma la Roma che entro cinque anni doveva essere un “top club” è praticamente al punto di partenza.
Dario
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