Era un week end da bucce di banana, e sono scivolate in due: Fiorentina e Roma.
Il pareggio dei viola con l’Empoli e quello della Roma a Bologna sono due passi falsi. Soprattutto la Roma, trovatasi in vantaggio fino a tre minuti dalla fine, può imprecare pesantemente sui due punti persi.
A forza di dire (soprattutto gli avversari) che la Roma è la più forte, ci ritroviamo comunque a meno tre dall’Inter e da ieri anche scavalcati dal Napoli.
Fiorentina, Inter, Napoli. Le tre squadre che sono sopra alla Roma hanno le loro certezze. La Fiorentina il gioco brillante e la mente sgombra di chi non era partito per un campionato di vertice, l’Inter (ora da sola al vertice) una difesa impermeabile, il Napoli ha Higuain, la grande solidità che gli ha dato Sarri e una serie positiva lunghissima. Alla Roma, senza Salah e Gervinho, rimane solo la certezza di subire gol. E non è un buon presupposto per vincere i campionati. La mia impressione è che le squadre avversarie diano la Roma favorita per nascondersi, perché fa loro comodo. E la cosa grave è che noi ci crediamo. Servirebbe un po’ più di umiltà e accettare il ruolo di favoriti quando si è davanti alle altre, non dietro.
Il punto di Bologna, se fosse arrivato in rimonta su quel campo zuppo, non sarebbe stato neanche così negativo. Ma se ti ritrovi in vantaggio, la devi portare a casa. Una delle altre concorrenti scudetto sul due a uno non avrebbe mai subito il pari. Preoccupano questi cali di concentrazione, questo vivere di picchi.
La Roma difficilmente vince soffrendo. O stravince, o non vince proprio.
Lunedì prossimo Napoli-Inter può dire molto. E se dovessi scegliere, nonostante la classifica, preferirei che il Napoli non vincesse. Temo che una vittoria degli azzurri potrebbe dare lo slancio definitivo ai partenopei.
Ultima considerazione su Destro. Non sono mai stato d’accordo con chi reprime la gioia al momento del gol in nome di non si sa quale rispetto per l’ex squadra. Però la sua esultanza mi ha infastidito. E’ stata veramente esagerata, fuori luogo. Forse lui pensa di essere stato maltrattato dalla Roma. In definitiva, però, facendo quella sceneggiata per un gol su rigore che è valso un punto, l’attaccante ex Roma ha dimostrato solo che la sua esatta dimensione è militare in una neopromossa.
Dario
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