Cosa significa l’arrivo di Dzeko per Totti?
Questo dovrebbe essere l’ultimo anno del Capitano, e siamo veramente felici che finalmente l’acquisto di un grande attaccante lo possa sgravare da quella che per tanti anni è stata la sua piacevole condanna, quella cioè di essere il più forte di tutti. O, per meglio dire, l’unico Campione della squadra.
Gli ultimi due anni hanno visto un inizio di stagione folgorante di Totti, che poi è andato via via spegnendosi alternando momenti buoni ad altri di fiato corto e qualche infortunio. Cose normali per un quasi quarantenne. Il paradosso, semmai, era non preservare un tesoro così grande. La bacchetta magica del numero 10 giallorosso ha sempre meno polvere magica, e quindi va centellinata. Se quest’anno, grazie all’acquisto di Dzeko, Totti lo vedremo in campo pochi minuti o poche partite, la sua arte ne gioverà. Come un grande pittore che non deve più dipingere su commissione con consegna (bi)settimanale, di certo il Capitano potrà rifiatare tra un capolavoro e l’altro, regalandoci quel bellissimo tramonto sui tetti di Roma che Sabatini ci aveva fatto immaginare al momento dell’insediamento di questa nuova proprietà.
Se della presenza in campo di Totti non si farà abuso, vedrete, ad un certo punto della stagione saremo tutti a chiedergli di non chiudere questa carriera fantastica. O forse, con un pizzico di realismo in più ma non senza qualche lacrima, saremo semplicemente felici di vedergli chiudere una storia meravigliosa come merita.
Dario
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