Spalletti bis: istruzioni per l’uso

Posted on gen 13 2016 - 7:25pm by Dario

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Non sono favorevole ai ritorni, di solito. Soprattutto nel calcio.

Ma, visto come si era ridotta la Roma nell’ultimo anno, non posso non considerare Spalletti una lussuosissima scialuppa di salvataggio. L’allenatore (ex e neo) giallorosso è tecnico di qualità indiscutibili. Il suo calcio ci ha fatto godere come raramente è successo ai tifosi della Roma. Quindi ben venga il suo ritorno.

Però nel mio piccolo mi permetto di dare un consiglio a lui e a noi tifosi.

Preambolo: finora a monte la prima colpevole di ogni disastro è stata una società che in questi primi anni di proprietà americana si è dimostrata una non società, in cui non si sa bene se il problema sia che in troppi decidano o che in troppi non siano in grado di decidere. E gravissimo è stato il non saper dare solidità, nei momenti delicati, agli allenatori che si sono succeduti sulla panchina giallorossa. All’insorgere delle prime crisi sono regolarmente scattate le faide interne e ognuno ha difeso le proprie scelte, o meglio le proprie chiappe. Se Pallotta non prende coscienza di questo, non basterà Spalletti a mettere un punto per ripartire alla grande.

Ma prendiamo per buono che le lezioni siano servite.

L’accorgimento essenziale per un corretto uso dello Spalletti bis è dimenticarci del primo Spalletti. Trovo inutile oggi chiedersi “chi sarà il Perrotta” nel “4-2-3-1/2.0″. La garanzia è Spalletti, non il gioco che fu. Quando il tecnico di Certaldo venne a Roma la prima volta portava in dote il suo spettacolare 3-4-3 dell’Udinese, ma poi seppe inquadrare la Roma con un altro schema che ci ha dato tanta gioia agli occhi e qualche buon risultato. Spalletti è un bravissimo allenatore, e sa adattare i giocatori che ha al proprio gioco. Anche perchè per riproporre il 4-2-3-1 della sua prima Roma mancano due chiavi: Pizarro e Totti. Oggi la Roma non ha un regista, tanto meno ha un regista come lo era Pizarro. E non c’è il Totti di sette-otto anni fa, uno che era contemporaneamente falso e vero nueve. C’è un attaccante vero, Dzeko, da mettere nelle condizioni di tornare il fuoriclasse che è.

Perciò diamo un attimo di tempo a Spalletti, speriamo che il mercato gli possa dare una mano, ma poi l’unica cosa che mi sento di dirgli è che mi fido di lui. Anche se il gioco sarà un altro.

 

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Dilettante in tutto. Curioso. Amo lo sport, il calcio, la Roma. Milioni di idee, nella pratica sono molto meno forte.
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