Dopo la “grande impresa” di ieri con relativi abbracci a Rudi Garcia, è altamente probabile che l’allenatore giallorosso rimarrà in sella. Mangiando così il panettone, il capitone e facendoci (non lui, ma la società) buttare definitivamente al cesso il campionato.
Sabatini ieri ha virato sul pulp, nel suo esercizio di stile post partita. Ha dichiarato che scorrerà il sangue, ma non quello di Garcia. L’ennesima frase a effetto. Ma che avrà voluto dire? Secondo me niente. La stessa supercazzola di quando l’anno scorso aveva preannunciato le sue dimissioni salvo poi rimanere alla Roma.
Una domanda e una cattiveria.
La domanda è: se la pausa natalizia fosse arrivata appena dopo lo Spezia la Roma avrebbe confermato Garcia? Zanzi prima del match di ieri ha dichiarato che la società non valuta la singola partita. E allora perché dopo aver battuto nell’ultimo mese solo la squadra più disastrata della A non si procede con l’esonero dell’allenatore?
La cattiveria è la seguente: secondo me ieri i giocatori non hanno abbracciato Garcia, ma si sono voluti tenere stretto il loro alibi più grande. L’equazione è: se va via lui e continuiamo a fare schifo, la colpa sarà solo nostra.
Io continuo a ribadire che è un peccato. Con un allenatore non delegittimato e dei giocatori messi alle strette potremmo ancora rientrare nella corsa al vertice. La società anziché dare una svolta sembra stia interpretando in senso contrario anche la sconfitta serale dell’Inter. “Come si può cacciare un allenatore a quattro punti dalla vetta?”, il ragionamento a Trigoria. Io avrei pensato “Cacciamo questo e prendiamo uno che a questi stronzi gli fa fare le fiamme. E proviamo a prenderci questo campionato”.
Punti di vista.
Dario
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