Roma-Bayer: le pagelle

Posted on nov 5 2015 - 9:04am by Valerio

edin dzeko esulta dopo il gol del 2-0 in Roma bayer leverkusen 

SZCZESNY 5,5

Primo tempo da spettatore, primi cinque minuti del secondo tempo sotto il diluvio. Due tiri, due gol e mille dubbi. Niente di parabilissimo, niente di imparabile. Ha il merito di metterci il ginocchione per salvare il 2 a 3 che ci avrebbe ammazzato.

FLORENZI 5

Acciaccato, stringe i denti per non mancare l’appuntamento. La serata è però di quelle no, in tutti i sensi. Parte arrancando, finisce strisciando. Spinge con meno lucidità del solito, si fa disordinato nella costruzione e sul gol tedesco del 2-2 si addormenta tenendo in gioco il mondo intero. Capita.

 

RUDIGER 6

Non fai in tempo a dire che il ragazzo è in crescita che un attimo dopo commette una leggerezza. Nel primo tempo è spesso aggressivo e volitivo, nel secondo passa un quarto d’ora da incubo in cui perde sicurezza, misure e compostezza. Menomale che accanto a lui c’è…

 

MANOLAS 8

Gladiatorio e prepotente. L’immagine simbolo è la straordinaria rincorsa con cui va a riprendere Bellarabi lanciato a rete. Obiettivamente questa difesa, questa squadra e questo campionato cominciano ad andargli stretti.

 

DIGNE 4,5

Serataccia, la prima da quando è qui a Roma. Alzi la mano chi non ha ripensato a Dodò.

 

NAINGGOLAN 7,5

Fosse nato un secolo prima, i nonni dei tifosi del Bayer ci avrebbero pensato parecchio prima di mettere piede in Belgio.

 

DE ROSSI 7

Partita da capitano vero. Se ne frega di ematomi e risentimenti muscolari, si piazza davanti alla difesa e si esibisce in un primo tempo perfetto. Recupera, imposta, bilancia. Nel secondo tempo passa un brutto quarto d’ora come tutta la squadra, ma col passare dei minuti è grazie alla sua lucidità tattica che la Roma si riprende il campo. Finisce zoppicando, ma fa comunque in tempo a essere decisivo nell’azione del 3-2.

 

PJANIC 6

Il pallone del 3-2 è un macigno di quelli da sbattere in porta senza fronzoli e così fa. Per il resto conferma di non essere nel momento più brillante della sua stagione.

 

GERVINHO 5

Serata in infradito. Primo tempo di grande movimento, ma è l’unico degli attaccanti che non la becca mai. E quando la becca, stavolta, non si accende niente. Nel secondo tempo sparisce talmente dal campo da costringere Garcia a sostuirlo con Iturbe, che è tutto dire.

 

SALAH 7

Un gol, un rigore procurato e una serie di accelerazioni che hanno dell’incredibile. Palla al piede, il primo dribbling sembra compreso nello stop. Spesso a un centimetro dal capolavoro, la sensazione è sempre la stessa: deve ancora capire fino in fondo la propria grandezza.

 

DZEKO 6,5

Primo tempo da sogno, secondo da sonno. Nell’assist per l’1-0 c’è di tutto: controllo, forza, classe, visione, tempi di gioco. Quando appoggia dentro il secondo sembra l’inizio di una serata da godersi in scioltezza. E invece dopo aver sparato in curva il possibile 3-0 il nostro Edin torna di colpo quello di San Siro. Lento, stanco e un po’ stancante. Solo negli ultimi venti minuti, con un paio di giocate e tanta presenza, torna a essere un fattore.

 

MAICON S.V.

Quando entra sono almeno venti minuti che ci chiediamo perché Garcia abbia aspettato tanto a sostituire Florenzi con lui. Il buon Maicon ci mette pochi minuti per fornire la risposta. Buon Natale, campione. Ci rivediamo nel 2016.

 

TOROSIDIS 6,5

Lo so, tocca tre palloni, due li sbatte in avanti a casaccio, si prende un giallo e rischia pure il bis per le proteste. Ma mezzo voto in più se lo merita perché non c’è mai una volta – ma proprio nessuna – in cui entra in campo senza essere già immediatamente nella partita. Eternamente pronto, su Toro ci si può contare sempre.

 

ITURBE 5

Tecnicamente dislessico, ogni suo utilizzo s’è da tempo trasformato in accanimento terapeutico.

 

GARCIA 6

Siamo una squadra con una percentuale di psicopatia incompatibile con le nostre coronarie e come si fa a non dare le responsabilità al nostro mister? Che sulla carta prepara una partita tatticamente perfetta – e semplice, aggiungo: la fase difensiva del Bayer farebbe rabbrividire anche Zeman – ma che alla prima difficoltà non ha altra soluzione che restarsene fermo in attesa che passi la bufera e la barca si riallinei.

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Quando gioca la Roma, il mondo si ferma. Quando riparte, per sopravvivere scrivo sceneggiature.
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