Interessante l’articolo di Andrea Pugliese sulla Gazzetta dello Sport:
Sarà stato il caldo o forse anche l’emozione di un’avventura nuova, dopo quasi nove anni di Arsenal (seppure intervallati dalla fugace apparizione a Brentford). La speranza, però, è che Szczesny al momento giusto non sbagli quantomeno porta, proprio come ha fatto ieri, quando una volta uscito dall’aeroporto di Fiumicino ha imboccato un van al posto di un altro. In realtà, poi, questo conta davvero poco. Piuttosto ci sarà da capire alla fine chi giocherà tra lui e Morgan De Sanctis. Che poi vale di più di tutto il resto. L’ARRIVO. Ieri il portiere polacco ha vissuto la classica prima giornata. Sbarco a Fiumicino, viaggio a Trigoria con visita del centro sportivo e pomeriggio dedicato alle visite mediche, tra il Gemelli e Villa Stuart. Szczesny (che ha già iniziato a studiare italiano e che sembra un ragazzo molto sveglio) a Trigoria ci ha anche pranzato, incontrando e chiacchierando prima con Rudi Garcia e poi con Walter Sabatini. Il d.s., in particolare, lo ha spronato a non prendere quest’avventura come quella classica del prestito secco, come di chi magari arriva in un posto e pub magari sentirsi solo di passaggio. No, Wojciech deve darci dentro, magari fin da oggi (quando svolgerà il suo primo allenamento a Trigoria, per poi firmare ufficialmente il contratto) perché poi nel futuro non si sa mai e se le cose dovessero andare in un certo modo, chissà che quel prestito non possa trasformarsi anche in qualcosa di più. L’interrogativo, per?), resta. Alla fine chi giocherà tra De Sanctis ed il polacco? PERCHÉ MORGAN. L’attuale numero uno della Roma offre affidabilità nel rendimento e nella conoscenza di squadra, compagni e meccanismi. Ovvio che si partirà con lui, che tra l’altro ha anche un bel peso specifico nello spogliatoio giallorosso. Ma è altrettanto ovvio che la possibilità che si possa virare presto c’è ed è dietro l’angolo. Bisognerà capire, infatti, come si svilupperà un dualismo che è 11, pronto a nascere fin da subito, alimentato dal fatto che da una parte c’è un portiere come De Sanctis che (probabilmente a ragione) si sente ancora il titolare e vanta l’orgoglio di un rendimento nelle ultime due stagioni sempre almeno sufficiente. Dall’altra c’è invece un portiere che punta a rilanciarsi e che per lasciare l’Arsenal ha avuto quantomeno l’assicurazione di partire alla pari. PERCHÉ WOJCIECH. Il polacco, infatti, proprio perché arriva in prestito secco sembra poter diventare presto il titolare. Altrimenti proprio quella del prestito sarebbe un’operazione poco sensata, se non fosse che la Roma gli abbia offerto una vetrina certa. Szczesny, tra l’altro, è un portiere tecnicamente molto forte, anche se deve dimostrare ancora di esserlo davvero anche a livello di personalità. Ed allora, magari, Garcia potrebbe prendere esempio da altri club come il Barcellona quest’anno (con ter Stegen e Bravo) e il Real Madrid due stagioni fa (con Casillas e Diego Lopez), alternando i portieri tra campionato e coppe. Un po’ era successo con Skorupski, ma solo per la Coppa Italia. Magari, con la Champions di mezzo, stavolta andrà diversamente…
Una situazione abbastanza incerta, anche se la speranza di tutti è che sia Szczesny a toglierci ogni dubbio. Se si dimostrasse un portiere solido e affidabile il titolare sarebbe certamente lui.

