Gennaio 2015, derby d’andata. Una pessima Roma è giustamente sotto contro la seconda squadra della capitale, quando dalla panchina si alza Kevin Strootman. È appesantito, reduce da una travagliata convalescenza dopo l’operazione al ginocchio. Ma i campioni sono fatti così: dove non arrivano le gambe arriva il carisma. Kevin si piazza in mezzo al campo e comincia a ringhiare, a strappare palloni e a ripulirli. Finisce due a due e Strootman fa in tempo a confezionare anche un grande assist per il suo capitano. In quel momento lo abbiamo pensato tutti: il campione è tornato. E invece no, perché il suo calvario è presto ricominciato. Una seconda operazione allo stesso ginocchio sinistro, una nuova riabilitazione. E ora, dopo tutto, una nuova mazzata. È notizia di queste ore che il rientro di Strootman – definito da De Rossi, che non parla mai a caso, “il nostro giocatore più forte” – slitterà ancora, almeno fino a metà ottobre. Un’eternità. L’olandese avrebbe difficoltà a stendere la gamba sinistra, tanto da far correre ai ripari la società. Oltre ai rinforzi in difesa, Sabatini sta pensando seriamente di dirottare la propria attenzione anche su un mediano: il cagliaritano Donsah. La proposta giallorossa si aggirerebbe sui sette milioni di euro, con lo schema ormai consueto: un milione per il prestito e il resto da pagare obbligatoriamente tra dodici mesi. Un segnale preoccupante per Strootman, che potrebbe essere doppiato da un altro ancora più scoraggiante: la sua esclusione dalla lista Champions. Una scelta che, viste le sue condizioni e la rosa ristretta a 22 giocatori, sarebbe logica. Se non riguardasse “il nostro giocatore più forte”.
Valerio
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questa è la peggior notizia. Mi preoccupava tutto quel silenzio su Strootman. Non se ne parlava piú quasi stesse fuori rosa. Porca eva