Negli ultimi tre anni Mattia Destro si è svalutato un bel po’. Se ne sono accorti tutti, tranne uno. Lui. Lui è rimasto a quando la Roma lo comprò sottraendolo alla Juventus. Era l’estate 2012, e Mattia era l’oggetto del desiderio di tutti e per lui tutti presagivano un futuro da punto fermo anche in Nazionale. Peccato che poi c’è stato un progressivo intristimento, non tanto per l’infortunio molto grave al ginocchio che lo ha tenuto fermo per gran parte del 2013, ma per il crollo che lo ha riguardato nella scorsa stagione. Il ruolo di vice Totti gli andava stretto, e di quell’attaccante che a Siena ricordavamo combattivo e grintoso si sono perse via via le tracce. Di lui si ricordano solo i discorsi sui gol segnati, ma la sua involuzione tecnico-tattica andava di pari passo con la maniacale tendenza a voler ribadire in continuazione la propria media-gol. Così a un certo punto la Roma ha pensato di piazzarlo, ma il Wolfsburg non era all’altezza, altre destinazioni più o meno prestigiose neanche. Addirittura Galliani per proporgli la piazza rossonera in cui rilanciarsi, dovette andare a convincerlo al citofono di casa. Destro chiese una notte per pensarci (o per aspettare che qualcuno ci pensasse al posto suo) e alla fine si concesse. Adesso la storia, più o meno, si ripete. In tanti stanno bussando alla Roma per lui, e tra gli altri il Monaco sembrava una sistemazione ottima, forse anche insperata a guardarla con gli occhi dei dirigenti giallorossi. Ma a Destro il club monegasco non andava bene, a quanto pare. Ora ci sta provando la Fiorentina, e bontà sua (o meglio dei gusti di sua moglie) il bomber all’ascolana potrebbe accettare. Speriamo. Nel frattempo Destro non sarà di certo ricordato come il più grande affare della storia della Roma. Ma come l’attaccante più “choosy” sicuramente.
Destro, l’attaccante choosy
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