SZCZESNY 6
Salva su Belotti nell’unico tiro del Torino, poi si limita a normalissima amministrazione senza amnesie e colpi di testa. Tabagismo o meno, non è lui il problema della Roma.
FLORENZI 5
Non sappiamo bene quale sia la specialità del ristorante di famiglia, di certo la cena offerta in settimana alla squadra non gli ha fatto un gran bene. Insolitamente incazzato col mondo, compagni inclusi, Ale sembra dare ragione a chi fa notare che a forza di farlo giocare un po’ terzino, un po’ centrocampista e un po’ attaccante non diventerà mai un grande terzino, un grande centrocampista o un grande attaccante. Quanto a oggi, la sua pigra prestazione si limita a un bel cross per Dzeko, un paio di sovrapposizioni e una discreta quantità di sgridate a Iturbe.
MANOLAS 7
Stravince tutti i duelli con gli attaccanti avversari, che siano aerei, in velocità o sul breve. Si fa saltare in una sola occasione dal lanciatissimo Peres, per il resto è un continuo recuperare, tamponare e ogni tanto ripartire. Straordinario il recupero con cui nel finale mette l’ennesima pezza all’ennesimo errore di Rudiger: prodigio difensivo che D’Amato, in associazione a delinquere con l’arbitro di porta o di linea o come diavolo si chiama, trasforma in rigore.
RUDIGER 4
Prima Marquinhos e Castan, quindi Benatia, poi Manolas: il quinto tentativo di Sabatini è almeno un paio di categorie sotto ai predecessori. L’errore al 94’, ennesimo svarione alla sua sconclusionata prestazione, è da dopolavoro Cotral.
DIGNE 5
Che sia stanco, che non abbia cambi o che ci sia il fantasma di Messi a tormentarlo e dribblarlo nel sonno, fatto sta che il calo del francese appare evidente. Buon per lui, e male per noi, che il nostro eccentrico direttore sportivo abbia pensato bene di non inserire in rosa un sostituto pronto.
NAINGGOLAN 5
Parte alla Radja, ringhiando e recuperando tre palloni importanti nei primi minuti, ma poi la sua partita diventa una lenta agonia verso la sostituzione. Si prende un giallo, rischia il rosso e soprattutto passa la maggior parte del tempo a litigare con i primi controlli. Dalla sua, va detto che come sempre la quantità di campo che deve coprire è enorme e che gli aiuti dai compagni sempre più latitanti.
DE ROSSI 5,5
Dopo un primo tempo discreto, passato a equilibrare la squadra, va in difficoltà col passare dei minuti fino a perdere, al pari dei compagni, gli ultimi brandelli di lucidità. Nel finale, in vantaggio, batte una punizione alta a cercare Florenzi in mezzo all’area: l’immagine simbolo di una squadra senza più logica.
PJANIC 4
Probabilmente l’unico vero talento di caratura internazionale in rosa, la prestazione di Mire sembra dare ragione a chi va sostenendo un assunto semplice e al tempo stesso complicato: Pjanic gira solo quando gira la Roma. Che non sia un trascinatore l’abbiamo capito, quello che non siamo in grado di capire è che Pjanic ci aspetta per il resto della stagione. L’aspirante uomo mercato visto oggi a Torino faticherebbe a trovare spazio nell’undici del Frosinone. Giornata no anche sui calci piazzati: tra angoli e punizioni li sbaglia tutti. Uno finisce in gol: ma è un puro, purissimo caso.
GERVINHO S.V.
Saremmo alquanto curiosi di assistere a una seduta di allenamento della Costa d’Avorio. Quel che è certo è che ogni volta che Gervinho parte per un impegno con la nazionale è un dramma. Pur convalscente, Garcia lo rischia: scommessa strapersa con conseguenze che possono essere tremende.
IAGO FALQUE 5
Leggenda vuole che il buon Iago durante la settimana fatichi a concludere anche gli allenamenti più leggeri e che giochi ormai solo a grazie alle continue infiltrazioni. Di certo, del Falque di inizio stagione sembra rimasto solo il nome sulla maglia.
DZEKO 4
Un po’ come l’uovo e la gallina: è la Roma che non gioca per Dzeko o è Dzeko che non riesce a giocare per la Roma? Nell’impotenza di una risposta che Garcia non riesce a trovare, resta la brutalità dei numeri: negli ultimi due anni, siamo a 11 reti in 48 presenze complessive. Numeri alla Simone Perrotta dei bei tempi che furono, non certo alla Higuain. Anche oggi la sua è la fotografia di un giocatore lento, poco convinto e tutt’altro che lucido. Tre occasioni davanti al portiere e tre brutti errori, a conferma di una mira che su azione non va a segno dalla seconda di campionato. Se il rendimento resta questo, il sesto posto sarà un obiettivo arduo.
ITURBE S.V.
Per dare un voto a un calciatore il presupposto è che il suddetto lo sia. Numeri e prestazioni alla mano, il peggior acquisto della storia della Roma. Fabio Jr compreso.
VAINQUEUR 6
Ordinato, composto, solido. Fa il suo in una squadra dove sono sempre meno quelli che lo fanno.
TOROSIDIS S.V.
È pronto a entrare quando la Roma passa in vantaggio. La sua esultanza è l’unico ricordo che resterà della sua giornata.
GARCIA 4
Non so se succede così anche in altre piazze, ma qui a Roma la cosa è facile facile: quando il giocattolo si rompe, si vede. Che la Roma si sia rotta è evidente a tutti – da gennaio, non da oggi – quello che sorprende è l’incapacità del mister non diciamo di trovare un rimedio, ma anche solo di provare a cercarne uno. Il nostro “gioco” è elementare: palla a Salah e Gervinho e poi vediamo. Senza Salah e Gervinho, semplicemente, non c’è proprio nulla da vedere. Incosciamente o no, la sensazione è che i giocatori non credano più in lui. Noi nemmeno.
Valerio
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