La Roma che volevamo

Posted on set 17 2015 - 5:41am by Redazione

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Alzi la mano chi ieri non aveva ancora in testa l’incubo degli 1-7 passati.

Primo non prendere l’imbarcata, era il Comandamento. Il peccato originale, invece, quando si presero le sveglie passate, era sentirsi già grandi. Questa volta invece no, la Roma è stata grande ma senza presunzione.

Tutta la squadra ha tenuto. Il centrocampo avrà avuto il possesso palla per tre minuti su novanta. Il resto del tempo i tre (più Salah e Iago) hanno corso, rincorso, tappato i buchi, raddoppiato. Un lavoro frustrante e stancante, ma che quando l’arbitro ha fischiato la fine, grazie al risultato, è diventato anche meravigliosamente appagante. La difesa è stata solida, con un Manolas praticamente perfetto. Vicino a lui Rudiger è sembrato il fratello buono di quello di Frosinone. Gli attaccanti si sono fatti apprezzare tantissimo in fase difensiva. Forse si poteva sfruttare meglio qualche contropiede, ma non è il caso di sottilizzare. Abbiamo visto la Roma che volevamo.

Poi c’è lui, Florenzi. Ha solo un difetto, questo ragazzo. Sa fare tutto troppo bene. Così lo usano dove serve. Probabilmente è uno dei centrocampisti più forti della serie A, ma fa il terzino. Sa difendere, attaccare, ha fiato, tecnica, si inserisce come pochi. Il prototipo del centrocampista moderno. Adesso però sta studiando per diventare un grandissimo terzino, e in parte già lo è diventato. Ogni partita fa progressi. Il gol segnato contro il Barça è un gol da Maradona. Il suo capolavoro è l’immagine della Roma di ieri sera. Rimanendo sempre umili si possono fare cose fenomenali.

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